Impressionismo1876

Bal au moulin de la Galette

Pierre-Auguste Renoir

L'occhio del conservatore

"Renoir rivoluziona qui la pittura di genere immortalando i propri amici in una scena di vita popolare, dove le macchie di luce solare che filtrano tra le acacie diventano il soggetto principale della tela."

Capolavoro assoluto dell'Impressionismo, questo dipinto cattura l'effervescenza gioiosa di un pomeriggio di festa a Montmartre, immerso in una luce vibrante e frammentata.

Analisi
Il Bal du moulin de la Galette, presentato alla mostra impressionista del 1877, è molto più di una semplice scena di danza; è una celebrazione della vita moderna e della felicità effimera. All'epoca, la collina di Montmartre non era ancora il quartiere turistico attuale, ma un villaggio popolare dove si andava a bere vino a buon mercato e mangiare gallette. Renoir, con il suo pennello, trasforma questa realtà sociale in una visione idilliaca, quasi mitologica, della giovinezza e della spensieratezza parigina della fine del XIX secolo. Per capire ciò che vediamo, bisogna soffermarsi sull'assenza di contorni netti. Renoir rifiuta le regole accademiche per privilegiare la sensazione termica e luminosa. I corpi non sono fissi, sembrano vibrare al ritmo della musica. I personaggi in primo piano, sebbene più dettagliati, sono anch'essi invasi dalle famose "macchie solari" che scandalizzarono la critica dell'epoca, che in esse vedeva "macchie di putrefazione" sui vestiti. L'analisi dell'esperto rivela che Renoir dipinse quest'opera in gran parte sul posto, nonostante il formato monumentale di 1,31 per 1,75 metri. Fu un tour de force logistico: trasportare una tela di queste dimensioni tra i ballerini per catturare l'esatta luce del pomeriggio domenicale. Questo approccio testimonia l'impegno radicale dell'artista verso l'osservazione diretta della natura e dell'atmosfera. Il quadro funziona come un panorama sociale. Vi si incontrano pittori (Franc-Lamy, Norbert Goeneutte), scrittori (Rivière) e modelle famose dell'epoca come la giovane Estelle, seduta in primo piano. Questo mix tra l'élite intellettuale e il popolo di Montmartre incarna l'utopia impressionista: una fusione delle classi sociali attraverso il piacere, la luce e l'arte. È una risposta solare ai traumi ancora recenti della guerra franco-prussiana e della Comune. Infine, l'opera tratta del movimento perpetuo. Nulla è a riposo. Gli sguardi non si incrociano direttamente, creando una dinamica di vagabondaggio visivo. Lo spettatore è invitato a perdersi nella folla, a passare da un gruppo all'altro, come se partecipasse egli stesso al ballo. Renoir non dipinge un evento, dipinge il sentimento stesso della festa: l'odore della polvere sollevata dai piedi e il calore della luce filtrata dalle foglie.
Il Segreto
Il primo segreto risiede nell'esistenza di una seconda versione, molto più piccola, di questo stesso dipinto. Per molto tempo si è dibattuto su quale fosse lo studio e quale l'opera finale. È emerso che la versione piccola è probabilmente quella che Renoir portava con sé sul campo, mentre la grande è stata completata in studio. La versione piccola è stata venduta nel 1990 per 78 milioni di dollari, rendendola all'epoca una delle tele più care al mondo. Un segreto tecnico fondamentale riguarda la tavolozza di Renoir. Contrariamente all'opinione comune, Renoir non usa mai il nero puro. Le zone d'ombra, le giacche degli uomini e i nastri dei cappelli sono in realtà composti da blu profondi, viola e verdi scuri. Questa scelta è deliberata: il nero "uccide" la luce, mentre il blu la fa vibrare. È questo segreto cromatico che conferisce al quadro quella luminosità interiore così particolare. Il segreto della "donna tagliata": sul bordo sinistro del quadro, una figura femminile è bruscamente tagliata dalla cornice. Non è un errore di composizione, ma un'influenza diretta della fotografia e della stampa giapponese. Tagliando le figure, Renoir suggerisce che la scena continui ben oltre i limiti fisici della tela, rafforzando l'impressione di istantanea fotografica e di vita traboccante. Un segreto di cameratismo si nasconde tra i modelli. L'uomo in primo piano di schiena, che discute con le donne, è il pittore Franc-Lamy. Al suo fianco si trova lo scrittore Georges Rivière. Renoir ha usato i suoi amici più stretti perché non aveva i mezzi per pagare modelli professionisti per un'opera così vasta. Il quadro è quindi un omaggio intimo al circolo degli impressionisti che si sostenevano a vicenda nella precarietà. Infine, gli esami radiografici hanno rivelato che Renoir ha modificato più volte la posizione delle gambe dei ballerini per accentuare l'effetto di rotazione. Sotto lo strato pittorico attuale, si scoprono pentimenti che mostrano come l'equilibrio visivo sia stato estremamente lavorato per apparire, paradossalmente, totalmente spontaneo. Questo "caos organizzato" è il risultato di un rigoroso calcolo artistico volto a imitare la fluidità del caso.

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Istituzione

Musée d'Orsay

Localizzazione

Paris, Francia