Classicismo1870

Beata Beatrix

Dante Gabriel Rossetti

L'occhio del conservatore

"Rossetti rompe con la narrazione tradizionale per dipingere non la morte, ma una trasfigurazione mistica, dove la luce dorata e i simboli esoterici annunciano il passaggio verso l'eternità."

Manifesto del simbolismo preraffaellita, quest'opera trascende il lutto personale di Rossetti fondendo la morte della sua musa Elizabeth Siddal con l'estasi spirituale della Beatrice di Dante.

Analisi
Beata Beatrix occupa un posto unico nella storia dell'arte come ponte tra il realismo minuzioso del primo preraffaellismo e il simbolismo etereo. Dipinta diversi anni dopo la tragica morte della moglie Elizabeth Siddal, l'opera è una catarsi per Dante Gabriel Rossetti. In essa, egli reinterpreta la "Vita Nuova" di Dante Alighieri, proiettando il proprio dolore nel mito di Beatrice Portinari. L'esperto vede in quest'opera una memoria pura: Rossetti non dipinge da un modello vivo, ma dai suoi ricordi e dagli schizzi passati di "Lizzie", creando un'icona sospesa tra due mondi. Il mito centrale è quello della morte di Beatrice, come descritta da Dante, ma Rossetti sceglie di illustrare il momento preciso della sua transizione spirituale. A differenza delle rappresentazioni medievali, Beatrice non è sul letto di morte; è seduta, con gli occhi chiusi, in uno stato di estasi o di trance. Per comprendere bene ciò che vediamo, bisogna capire che il quadro non rappresenta una scena fisica a Firenze, ma una visione mentale. La città sullo sfondo è una Firenze onirica, immersa in una luce crepuscolare che simboleggia la fine dell'esistenza terrena e l'alba di una vita celeste. L'Analisi dell'esperto sottolinea la complessità degli strati di significato. Il rosso della veste di Beatrice non è solo un colore estetico; rappresenta la passione e l'energia vitale, mentre il verde della tunica simboleggia la speranza e la rigenerazione. La presenza del Ponte Vecchio e delle figure di Dante e dell'Amore sullo sfondo rafforza la struttura narrativa del lutto. L'Amore, che tiene un cuore fiammeggiante, sembra passare il testimone a Dante, segnando la fine dell'amore fisico per l'inizio dell'adorazione spirituale. Infine, l'opera è uno studio sulla sospensione del tempo. Rossetti utilizza una tecnica di pittura vaporosa, quasi sfocata in alcuni punti, per suggerire che Beatrice appartenga già all'etere. Questo approccio prefigura il movimento simbolista europeo, dove l'emozione pura prevale sulla precisione anatomica. Il quadro funziona come una poesia visiva in cui ogni elemento, dalla luce alla postura, concorre a un'atmosfera di sacra malinconia, trasformando una tragedia privata in un monumento universale all'amore eterno.
Il Segreto
Il primo segreto risiede nel simbolismo dell'uccello. Sebbene somigli a una colomba, il suo colore rosso sangue è insolito. È un messaggero di morte, ma anche un riferimento diretto al laudano. L'uccello deposita nelle mani di Beatrice un papavero bianco, fiore dell'oblio e del sonno eterno. È un segreto biografico straziante: Elizabeth Siddal morì per un'overdose di laudano (tintura d'oppio), e Rossetti lega così il destino della moglie a quello di Beatrice attraverso lo strumento stesso della sua scomparsa. Un segreto tecnico circonda la realizzazione del quadro. Rossetti iniziò l'opera prima della morte di Lizzie, ma l'abbandonò per anni. Dopo il suicidio della moglie nel 1862, riprese la tela come atto di penitenza. Il segreto più oscuro è che Rossetti fece seppellire i suoi manoscritti di poesie originali nella bara di Lizzie, infilandoli tra i suoi capelli rossi. Anni dopo, per pubblicare le sue poesie, fece riesumare il corpo, un atto che lo perseguitò e che influenzò profondamente i ritocchi finali alla luminosità morbosa di Beata Beatrix. L'orologio solare visibile nel quadro nasconde un segreto temporale preciso. Punta sul numero nove. Per Rossetti, il numero 9 era misticamente legato a Beatrice e a Lizzie. Secondo Dante, Beatrice morì alla nona ora del nono giorno del mese, ed era lei stessa un "nove", ovvero un miracolo la cui radice è la Trinità. Questo dettaglio non è una semplice decorazione ma una chiave esoterica che struttura la temporalità del quadro, fissando il momento esatto in cui il tempo si ferma per la musa. Esiste un segreto riguardante i colori utilizzati per le ombre. Per ottenere quell'effetto di alone che circonda Beatrice, Rossetti non usò il nero. Sovrappose velature di blu profondi e terre d'ombra naturali per creare un'"oscurità luminosa". Questo procedimento permette alla capigliatura rossa emblematica della Siddal di brillare come se fosse illuminata dall'interno, un segreto di bottega volto a divinizzare la carne e a trasformare i capelli in un'aura di santa preraffaellita. Infine, il segreto della committenza originale è spesso dimenticato. Sebbene l'opera sembri un impulso puramente artistico, fu incoraggiata e infine acquistata da William Graham, un politico e collezionista che comprendeva l'ossessione di Rossetti. Graham permise a Rossetti di conservare il quadro ben oltre la data di consegna prevista, consapevole che l'artista stesse lavorando a un santuario personale tanto quanto a un dipinto. La cornice stessa, disegnata da Rossetti, riporta citazioni dalle Lamentazioni di Geremia.

Diventa Premium.

Sblocca
Quiz

Quale animale è raffigurato mentre depone un papavero bianco nelle mani di Beatrice?

Scoprire
Istituzione

Tate Britain

Localizzazione

Londres, Regno Unito