Impressionismo1897
Ballerine azzurre
Edgar Degas
L'occhio del conservatore
"Notate l'audace vista dall'alto che schiaccia i corpi e fonde i tutù in una massa vorticosa. La trama del pastello, lavorata a strati successivi e fissata con metodi segreti, conferisce una vibrante materialità all'epidermide e ai tessuti."
Capolavoro tardo di Edgar Degas, queste ballerine a pastello incarnano l'ossessione del pittore per il movimento e la luce artificiale. Tra astrazione cromatica e realismo del dietro le quinte, l'opera trasforma un istante di preparazione in un'esplosione di blu elettrico.
Analisi
Realizzata verso il 1897, quest'opera appartiene alla fase finale della carriera di Degas, segnata da una quasi cecità che lo spinge verso una libertà gestuale senza precedenti. Il soggetto non è più l'esibizione sul palco, ma l'attesa, il momento di tensione in cui i corpi si preparano prima di entrare in scena. Le quattro ballerine, sebbene distinte, sembrano essere scomposizioni successive dello stesso movimento, uno studio quasi fotografico della grazia sotto tensione.
L'uso del blu non è puramente descrittivo; diventa un soggetto a sé stante. Degas si allontana dall'impressionismo classico per esplorare una forma di simbolismo cromatico in cui il colore satura lo spazio. Non vediamo più solo delle ragazze, ma un'armonia di toni freddi esaltata dai riflessi caldi dei capelli rossi, creando un contrasto termico che anima la carta.
Il contesto sociale delle "piccole api dell'Opera" traspare dalla stanchezza dei corpi. Degas, osservatore implacabile, non cerca l'idealizzazione. Cattura i gesti meccanici: una sistema la spallina, l'altra controlla la scarpetta. È questa umanità triviale, magnificata dallo splendore del colore, che costituisce la forza di Degas. Egli spoglia il mito della ballerina per conservarne solo la meccanica corporea e l'emozione plastica.
Infine, l'influenza della fotografia e delle stampe giapponesi è qui portata al parossismo. L'inquadratura stretta, che taglia arti e volti, crea un senso di immediatezza e voyeurismo. Lo spettatore è posto al centro del gruppo, condividendo l'intimità soffocante del backstage. È questa rottura con la prospettiva tradizionale che pone Degas tra i padri della modernità artistica.
Uno dei più grandi segreti di quest'opera risiede nella tecnica fisica di Degas. Per ottenere questo spessore e luminosità, il pittore usava il vapore acqueo per ammorbidire i pastelli sulla carta, trasformandoli quasi in pasta prima di rilavorarli con bastoncini secchi. Questa sovrapposizione di strati, chiamata "pastelli grassi", era un'invenzione personale che proteggeva gelosamente.
Si è a lungo dibattuto se si tratti di quattro ballerine diverse o di una stessa modella fotografata da quattro angolazioni e ricomposta. Studi recenti suggeriscono che Degas si sia basato su serie di scatti presi nel suo studio. Questo metodo gli permetteva di simulare il movimento cinematografico in anticipo sui tempi, creando un'impressione di rotazione perpetua.
Il pigmento blu utilizzato è una miscela complessa di blu di Prussia e blu oltremare sintetico, ma il segreto della sua radianza risiede nel fissativo. Degas utilizzava una ricetta speciale a base di caseina o gommalacca applicata tra ogni strato. Ciò permetteva di isolare i pigmenti e impedire che si mescolassero eccessivamente, conservando la purezza di ogni tratteggio.
Un altro segreto riguarda la salute dell'artista. Nel 1897, la sua vista era così compromessa che lavorava da vicinissimo. Le "Ballerine azzurre" sono un'opera di resistenza contro l'oscurità. La violenza dei contrasti e le dimensioni imponenti del pastello sono risposte dirette alla sua perdita della visione centrale, trasformando il suo handicap in un'estetica dell'energia pura.
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Quale importante innovazione tecnica utilizzò Degas nei suoi pastelli tardivi, come "Ballerine azzurre", per ottenere tale saturazione cromatica e uno spessore quasi pittorico?
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