Classicismo1575

L'origine della Via Lattea

Tintoretto

L'occhio del conservatore

"Il dipinto ritrae Giove che pone il giovane Ercole, figlio nato dai suoi amori con la mortale Alcmena, al seno della dea Giunone addormentata. Il latte che sgorga dal seno della dea si trasforma verso l'alto in stelle, formando la Via Lattea, e verso il basso in gigli (nella versione originale completa). Si vedono anche l'aquila di Giove e i pavoni di Giunone."

Vetta del Manierismo veneziano, quest'opera del Tintoretto illustra la nascita mitologica della nostra galassia. Commissionata probabilmente dall'imperatore Rodolfo II, fonde l'erotismo divino e lo splendore cosmico in una messa in scena dinamica tipica della scuola veneziana.

Analisi
L'analisi approfondita di quest'opera rivela l'ingegnosità del Tintoretto nel tradurre un mito complesso in una coreografia visiva. Il racconto è tratto dai Geoponica, un testo bizantino dove Ercole, attraverso il latte di Giunone, acquisisce l'immortalità. Storicamente, il quadro si inserisce nel periodo di maturità dell'artista, caratterizzato da una libertà di tocco eccezionale. Lo stile manierista si esprime qui attraverso corpi dalle proporzioni allungate. Tecnicamente, Tintoretto usa il colorito veneziano per saturare lo spazio di sfumature vibranti. Le carni di Giunone contrastano con i drappeggi cremisi e oro. La maestria del chiaroscuro permette di staccare le figure da un cielo notturno profondo, conferendo alla scena una dimensione teatrale. L'artista privilegia il movimento alla stabilità, utilizzando pennellate rapide ed energiche. Il contesto mitologico serve qui una simbologia dell'equilibrio tra il terrestre e il celeste. Ercole rappresenta l'aspirazione umana alla divinità, mentre Giunone incarna la fonte nutrice dell'ordine cosmico. La psicologia dell'opera poggia sulla tensione tra l'astuzia di Giove e la vulnerabilità di Giunone. Questo atto è trasceso dalla creazione della bellezza universale (le stelle). Infine, l'opera testimonia la devozione del Tintoretto per il disegno di Michelangelo unito al colore di Tiziano. Questa sintesi permette di rendere la muscolatura potente di Giove conservando la dolcezza luminosa della dea. Il dinamismo della scena è accentuato dalla prospettiva che dà allo spettatore il sentimento di essere un testimone privilegiato di questo istante sacro.
Il Segreto
Il segreto più affascinante di questo quadro è che ci è giunto amputato della sua parte inferiore. In origine, la tela era più grande e includeva una rappresentazione della Terra sotto forma di paesaggio o figura allegorica. È in questa sezione scomparsa che le gocce di latte diventavano gigli bianchi. Una copia antica a Praga permette di visualizzare questa composizione originale. L'analisi ai raggi X ha rivelato modifiche significative. Tintoretto aveva inizialmente previsto posizioni diverse per Ercole, cercando l'equilibrio perfetto tra attrazione e rifiuto. Inoltre, i pigmenti mostrano una forte concentrazione di lapis-lazuli per il cielo, un materiale costosissimo. La folgore tenuta dall'aquila è un avvertimento simbolico sulla potenza di Giove. Un altro mistero circonda la destinazione esatta dell'opera. Sebbene associata a Rodolfo II, alcuni storici suggeriscono che potesse far parte di un ciclo più vasto sulla vita di Ercole per un palazzo veneziano. Il fatto che il quadro sia stato tagliato suggerisce un cambio di proprietario nel XVIII secolo, pratica comune per adattare i capolavori ai nuovi saloni. Infine, lo studio dei dettagli anatomici mostra che Tintoretto manteneva una certa ruvidità per accentuare il realismo della carne. I putti che circondano il letto non sono semplici ornamenti; portano reti e catene, simboleggiando i legami amorosi e le astuzie di Giove per catturare il favore della dea, aggiungendo uno strato di complessità semantica alla scena.

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Istituzione

National Gallery

Localizzazione

Londres, Regno Unito