Rinascimento1489-1490

La dama con l'ermellino

Leonardo da Vinci

L'occhio del conservatore

"L'ermellino, simbolo di purezza e appartenenza al Duca di Milano, sembra vivo sotto le dita affusolate di Cecilia. Osservate lo sguardo rivolto verso una fonte invisibile: Leonardo dipinge qui l'istante di un pensiero."

Capolavoro assoluto del Rinascimento, questo ritratto di Cecilia Gallerani di Leonardo da Vinci rivoluziona l'arte ritrattistica. Introducendo il movimento dell'anima attraverso un'inedita torsione del corpo, Leonardo cattura l'intelligenza e la grazia di una nobildonna milanese.

Analisi
L'analisi stilistica della *Dama con l'ermellino* rivela il genio di Leonardo nel catturare quelli che chiamava i "moti mentali". Cecilia Gallerani, allora amante di Ludovico il Moro, è rappresentata in una complessa posa in "contrapposto": il corpo è rivolto a sinistra mentre la testa ruota a destra. Questo movimento dinamico rompe con la tradizione dei rigidi ritratti di profilo dell'epoca, creando un'interazione inedita tra il soggetto e lo spazio circostante. Il fondo scuro, sebbene rimaneggiato in seguito, accentua la presenza luminosa del volto e dell'ermellino, mettendo in valore una conoscenza anatomica senza precedenti. Il contesto storico ci immerge nel cuore della corte degli Sforza a Milano, dove Leonardo operava non solo come pittore, ma anche come ingegnere e organizzatore di feste. Cecilia era una donna di immensa cultura, una poetessa capace di conversare con i più grandi eruditi. Questo ritratto non è dunque solo quello di una favorita, ma quello di un'intellettuale del Rinascimento. Leonardo usa la luce per scolpire le forme, impiegando un sottile sfumato per ammorbidire i contorni e dare un'impressione di vita pulsante, lontano dalla freddezza delle rappresentazioni classiche della nobiltà. Sul piano simbolico, l'ermellino gioca un ruolo multidimensionale. Si riferisce a Ludovico Sforza, soprannominato "l'Ermellino" per la sua appartenenza all'Ordine dell'Ermellino, ma simboleggia anche la purezza secondo i bestiari medievali. Questo legame tra la donna e l'animale crea un'allegoria complessa della fedeltà e della virtù. La mano di Cecilia, dipinta con una precisione anatomica mozzafiato — si indovinano tendini e vene — accarezza l'animale con una dolce autorità che riflette la sua posizione sociale e la sua influenza a corte. Infine, la dimensione psicologica dell'opera risiede nell'apparente incompiutezza dello sguardo. Distogliendo gli occhi dallo spettatore, Cecilia sembra reagire a una presenza esterna, il che conferisce al quadro una narrazione temporale. Leonardo non dipinge un'icona statica, ma una persona iscritta nel tempo. Questa capacità di suggerire il pensiero interiore attraverso una postura fisica segna la nascita del ritratto moderno. Ogni dettaglio, dalle perle di giavazzo nero ai ricami dell'abito, è al servizio di un'armonia che trascende la semplice somiglianza fisica.
Il Segreto
Uno dei segreti più affascinanti rivelati dalle analisi multispettrali è che Leonardo dipinse il quadro in tre fasi distinte. Inizialmente, si trattava di un ritratto senza animale. Poi, Leonardo aggiunse un piccolo ermellino grigio, prima di trasformarlo finalmente in questo maestoso ermellino bianco muscoloso. Questa scoperta prova che l'animale non era previsto all'inizio ma è stato integrato per rafforzare la dimensione politica e simbolica del quadro su richiesta dell'artista o del mecenate. Un altro mistero riguarda il fondo del quadro. Sebbene appaia oggi totalmente nero, le analisi hanno mostrato che era originariamente di un blu grigiastro profondo. Il nero attuale è il risultato di un restauro del XIX secolo, probabilmente realizzato in Polonia. Questa modifica ha radicalmente cambiato la percezione dello spazio, eliminando l'atmosfera aerea che Leonardo amava tanto creare per dare un aspetto più drammatico e contrastato, tipico del gusto dell'epoca romantica. Impronte digitali sono state ritrovate sulla superficie della pittura, in particolare sul volto di Cecilia. Questo conferma che Leonardo usava le dita per sfumare i colori e creare il suo celebre sfumato, una tecnica che gli permetteva di ottenere transizioni quasi invisibili tra ombre e luci. Queste tracce dirette della mano del maestro aggiungono una dimensione intima e organica al capolavoro. Inoltre, le perle nere non sono semplici ornamenti; rappresentano la moda spagnola introdotta a Milano. Infine, un'analisi scientifica ha rivelato che la struttura dell'ermellino è anatomicamente ibrida. Leonardo si è probabilmente ispirato a un furetto per la forma del corpo, poiché l'ermellino selvatico è molto più piccolo. Ingrandendo l'animale, ha potuto dargli quell'aspetto di "leone in miniatura", sottolineando la forza di Ludovico Sforza. La precisione degli artigli dell'animale contrasta con la dolcezza della mano della dama, creando un dialogo visivo tra natura selvaggia e cultura raffinata.

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Istituzione

Musée Czartoryski

Localizzazione

Cracovie, Polonia