Impressionismo1877

La Gare Saint-Lazare

Claude Monet

L'occhio del conservatore

"Lo spettatore è posto sotto la grande vetrata della stazione. Le locomotive sputano nuvole di vapore bluastro e grigiastro che salgono verso la struttura metallica. Sullo sfondo, gli edifici haussmanniani della rue de Rome si profilano attraverso la nebbia industriale."

Manifesto della modernità industriale, La Gare Saint-Lazare è l'opera in cui Claude Monet cattura l'impalpabile: il vapore, la luce e il movimento. Primo grande ciclo urbano del pittore, questa tela trasforma un luogo di transito in una cattedrale di vetro e acciaio, dove l'atmosfera diventa il vero soggetto della pittura.

Analisi
La Gare Saint-Lazare (1877) rappresenta un cambio di paradigma nella carriera di Monet. Dopo essersi concentrato sui paesaggi rurali, affronta la "mitologia moderna" del ferro e del carbone. La stazione non è più solo un simbolo del progresso tecnico, diventa un laboratorio di ottica. Monet non dipinge il treno come oggetto meccanico, ma l'effetto che la sua potenza gassosa produce sulla percezione della luce. Storicamente, questa serie coincide con la terza mostra impressionista del 1877. Monet presenta sette versioni della stazione, affermando il suo desiderio di catturare lo stesso motivo sotto diverse condizioni atmosferiche. Era il preludio alle sue future serie. La stazione Saint-Lazare era allora la più grande e moderna di Parigi, la porta d'accesso alla Normandia cara al pittore. La tecnica qui impiegata è rivoluzionaria. Monet utilizza un tocco frammentato e materico per rendere la densità del fumo. Il colore non è più contenuto dal disegno; sfugge in volute blu, viola e bianche. L'uso del bianco di piombo e del blu di cobalto permette di creare quella luminosità interna dove il sole tenta di perforare la vetrata sporca di fuliggine. È una pittura di pura sensazione. Psicologicamente, l'opera emana un'energia vitale e una certa malinconia urbana. C'è una forma di solennità in questo tempio della macchina. L'uomo, ridotto a semplici sagome scure sui binari, sembra dominato dall'immensità della struttura. Tuttavia, Monet umanizza questo caos meccanico attraverso la dolcezza della sua tavolozza, trasformando il rumore ferroviario in una sinfonia visiva.
Il Segreto
Un aneddoto celebre racconta che Monet convinse il direttore della stazione a fermare i treni e a far sputare alle locomotive il massimo del fumo per ottenere l'effetto desiderato. Si sistemò sul binario con il suo cavalletto, protetto dagli impiegati, esigendo che si ritardassero le partenze finché la luce non fosse perfetta. È uno dei primi esempi di "messa in scena" artistica in un luogo pubblico. Analisi scientifiche recenti hanno rivelato che Monet ha sovrapposto diversi strati di blu di cobalto molto costoso per ottenere la profondità del cielo. Contrariamente all'idea di una pittura "rapida", queste ricerche provano che Monet rilavorava a lungo le sue tele in studio per equilibrare le masse colorate. Un altro segreto risiede nella scelta dell'inquadratura. Monet scelse la vetrata centrale perché offriva un controluce drammatico. Dipingendo dall'interno verso l'esterno, crea un effetto tunnel che aspira lo sguardo. Si è scoperto anche che sotto alcuni strati, Monet aveva inizialmente abbozzato passeggeri più dettagliati, poi cancellati per privilegiare l'unità atmosferica.

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Istituzione

Musée d'Orsay

Localizzazione

Paris, Francia