Realismo1908
Il bacio
Gustav Klimt
L'occhio del conservatore
"Una coppia abbracciata su un precipizio fiorito, vestita con tuniche d'oro dai motivi geometrici che simboleggiano i principi maschile e femminile, sotto una pioggia d'oro celeste."
Culmine del "Periodo d'Oro" di Klimt, quest'opera monumentale fonde erotismo, spiritualità e ornamentazione bizantina per elevare l'amore carnale a icona sacra intramontabile.
Analisi
Realizzato tra il 1907 e il 1908, "Il Bacio" emerge in un periodo di crisi e rinnovamento per Gustav Klimt, dopo lo scandalo dei dipinti per l'Università. L'opera incarna l'apogeo della Secessione Viennese, un movimento che cercava di rompere le catene dell'accademismo per creare un "Arte Totale" (Gesamtkunstwerk). Lo stile di Klimt qui è una sintesi magistrale tra il simbolismo di fine secolo e l'ornamentazione pura. Il fondo dorato, ispirato ai mosaici di Ravenna che l'artista visitò nel 1903, de-storicizza la scena, collocando gli amanti in un non-luogo sacro, un'eternità dorata lontana dai tormenti della Vienna moderna.
Sul piano mitologico e storico, il quadro non racconta un mito specifico ma crea una propria mitologia dell'unione assoluta. Vi si vede spesso una reinterpretazione della storia di Apollo e Dafne, ma dove Dafne si trasforma in alloro per sfuggire al dio, qui la metamorfosi è fusionale: gli amanti si fondono in un guscio d'oro protettivo. La spiegazione della storia risiede nella riconciliazione degli opposti. L'uomo, dalle forme rettangolari e scure, rappresenta la forza, la struttura e il principio fallico; la donna, dalle forme circolari e floreali, rappresenta la fluidità, l'intuizione e la fertilità. Non sono più due individui, ma un'unica entità cosmogonica.
La tecnica di Klimt è di una complessità rara, che mescola pittura a olio e strati di foglia d'oro e d'argento. L'artista utilizza l'impasto per dare rilievo ai motivi ornamentali, creando una trama che reagisce fisicamente alla luce. Questo approccio trasforma la superficie della tela in un oggetto prezioso, quasi liturgico. Il contrasto tra il realismo etereo dei volti e delle mani e l'astrazione geometrica degli abiti crea una tensione visiva che cattura lo sguardo. Klimt tratta la carne con una delicatezza che contrasta con la rigidità metallica dei paramenti.
Psicologicamente, l'opera esplora l'abbandono totale e la vulnerabilità all'interno dell'abbraccio. La posizione della donna, con gli occhi chiusi e il corpo flesso, suggerisce uno stato di estasi o di trance, mentre l'uomo, il cui volto ci è nascosto, incarna una devozione protettiva ma quasi invadente. Il precipizio fiorito su cui si trovano ricorda che l'amore è uno stato precario, un'isola di bellezza sospesa sopra l'abisso dell'esistenza. È una psicologia della fusione in cui l'ego svanisce a favore di un'esperienza trascendente, una risposta estetica all'angoscia della finitezza umana.
Uno dei segreti meglio custoditi del quadro è l'identità dei modelli. Sebbene la tradizione vi veda Klimt stesso e la sua compagna di sempre Emilie Flöge, non esiste alcuna prova formale. Studi recenti suggeriscono che la donna potrebbe essere "Red Hilda", una delle modelle preferite dall'artista in quel periodo. Un altro mistero risiede nei motivi: analisi microscopiche hanno rivelato che Klimt utilizzava diverse purezze d'oro per creare variazioni di riflessi, dal giallo limone al rame, simulando così una profondità spaziale all'interno della bidimensionalità dell'oro.
Scientificamente, il restauro dell'opera ha messo in luce l'uso del platino in alcune zone per raffreddare la lucentezza dell'oro, un lusso inaudito anche per Klimt. Inoltre, sotto gli strati d'oro, schizzi rivelano che l'inclinazione della testa della donna è stata modificata più volte per raggiungere quel preciso angolo di abbandono. Un segreto meno noto è l'influenza dell'arte giapponese (Giapponismo) nella verticalità della composizione e nell'assenza di prospettiva tradizionale, una scelta audace che posiziona Klimt come un precursore dell'astrazione moderna.
Infine, l'opera fu acquistata dal governo austriaco ancor prima di essere terminata, per la somma allora colossale di 25.000 corone, salvando così Klimt dall'isolamento finanziario dopo i suoi precedenti insuccessi. Questo quadro è diventato, suo malgrado, una "Monna Lisa" austriaca, ma radiografie recenti hanno mostrato che Klimt aveva inizialmente previsto motivi molto più espliciti sugli abiti, che ha infine ricoperto con le forme geometriche attuali per dare all'opera la sua dimensione universale e sacra. Il bacio è dunque tanto un atto di occultamento quanto di rivelazione.
Inoltre, l'analisi chimica dei leganti ha rivelato che Klimt utilizzava una proporzione insolita di oli grassi e resine, il che spiega perché i suoi dipinti mantengano questo splendore opaco nonostante i secoli. Un aneddoto storico racconta che i critici d'arte dell'epoca rimasero per ore davanti a questa tela, affermando che Klimt era l'unico pittore capace di rendere "l'aria che si respira" in uno stato di sogno. Il mistero rimane sull'identità esatta dei modelli, sebbene siano qui trasformati in archetipi senza tempo della condizione umana.
Diventa Premium.
SbloccaQuiz
Cosa distingue i motivi sulle vesti dell'uomo da quelli della donna?
Scoprire

