Classicismo1660

Il cancelliere Séguier

Charles Le Brun

L'occhio del conservatore

"Osservate il contrasto tra la massa scura e maestosa del cancelliere e la giovinezza luminosa degli scudieri. I parasole, attributi di dignità, creano un'architettura mobile intorno al cavallo bianco."

Un capolavoro cerimoniale che rivoluziona il ritratto del funzionario adottando i codici dell'iconografia reale. Charles Le Brun vi immortala il suo protettore in una processione di assoluta eleganza.

Analisi
Pierre Séguier, cancelliere di Francia e protettore dell'Accademia Reale, è qui rappresentato durante l'ingresso solenne di Luigi XIV e Maria Teresa a Parigi nel 1660. Contrariamente ai ritratti equestri tradizionali che esaltano il foga guerriera, Séguier è ritratto con una moderazione classica, incarnando la permanenza della Legge e della Giustizia. Le Brun non dipinge solo un uomo, ma l'istituzione stessa della Cancelleria. L'opera si distingue per il suo magistrale trattamento delle materie. Il broccato d'oro del mantello di Séguier, il raso degli abiti dei paggi e il mantello setoso del cavallo bianco testimoniano la virtuosità tecnica di Le Brun. Questa ricchezza tessile non è solo decorativa; sottolinea il rango sociale del cancelliere, che è il secondo personaggio dello Stato dopo il re. Il gruppo è animato da una coreografia silenziosa. I due scudieri che tengono i parasole incorniciano la figura centrale, creando una sorta di baldacchino mobile che sacralizza la persona di Séguier. Questo riferimento agli ingressi trionfali antichi o alle processioni religiose eleva il ritratto civile a una dimensione sacra. È l'espressione perfetta del "Grand Style" sostenuto da Le Brun. La dimensione politica è onnipresente. Accettando di essere dipinto così, Séguier afferma la sua totale lealtà al Re Sole mostrando al contempo il proprio potere. I paggi che lo circondano provengono da famiglie nobili, il che rafforza l'idea che anche la nobiltà di spada si sottometta all'autorità della toga e della giustizia rappresentata dal cancelliere. Infine, questo quadro è un atto di gratitudine. Poiché Séguier fu il primo protettore di Le Brun, l'artista mette tutto il suo genio nel trasformare un semplice ritratto in un'icona della storia di Francia. Rompe con il barocco italiano troppo agitato per imporre un classicismo francese fatto di equilibrio, misura e dignità, che diventerà lo standard estetico di Versailles.
Il Segreto
Il primo segreto di quest'opera risiede nello status eccezionale del ritratto equestre: all'epoca, la rappresentazione a cavallo era un privilegio quasi esclusivo del re o dei grandi capi militari. Scegliendo questo formato per un uomo di legge, Le Brun compie un'audacia iconografica maggiore che avrebbe potuto essere percepita come lesa maestà se Séguier non fosse stato così vicino al monarca. Un dettaglio tecnico nascosto rivela che il quadro è stato dipinto in due fasi. L'analisi radiografica ha mostrato che il volto di Séguier è stato realizzato su un pezzo di tela separato, poi incastonato nella composizione principale. Questa pratica permetteva all'artista di lavorare sul volto durante le sedute dal vivo, mentre il resto della scena monumentale veniva terminato in bottega dagli assistenti. I parasole che portano gli scudieri non sono accessori di moda, ma strumenti di potere codificati. Sebbene il tempo sia clemente nel dipinto, questi "ombrelli di dignità" sono un prestito diretto dall'etichetta della corte persiana e degli imperatori bizantini. Le Brun usa questi oggetti per significare che Séguier è protetto dall'autorità reale e che egli stesso proietta questa protezione sullo Stato. Un segreto di bottega riguarda i modelli dei giovani paggi. La leggenda suggerisce che Le Brun avrebbe usato i suoi stessi allievi o giovani membri della sua famiglia per incarnare gli scudieri. Questo spiegherebbe la bellezza ideale e quasi angelica dei volti, che contrastano volontariamente con il volto segnato dall'età e dalla saggezza del vecchio cancelliere. Infine, esiste un'incertezza storica sulla posizione esatta della scena. Sebbene si pensi spesso che rappresenti l'ingresso reale del 1660, alcuni dettagli suggeriscono una scena più senza tempo. Lo sfondo del paesaggio è deliberatamente neutro per non distrarre l'occhio dalla processione. Il vero "segreto" è che questo quadro non documenta un evento, ma crea una leggenda.

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Oltre l'apparato, quale grande trasgressione iconografica compie Le Brun in questo ritratto per magnificare la carica del suo protettore?

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Istituzione

Musée du Louvre

Localizzazione

Paris, Francia