Romanticismo1781
Il sogno della regina Caterina
Johann Heinrich Füssli
L'occhio del conservatore
"Füssli utilizza un'illuminazione drammatica e corpi eterei per rappresentare non una realtà storica, ma lo stato psicologico e spirituale di una regina caduta verso la sua redenzione."
Una visione fantasmagorica che illustra l'agonia di Caterina d'Aragona, dove il genio di Füssli trasforma una scena shakespeariana in un'esperienza sublime e soprannaturale.
Analisi
Quest'opera illustra una scena specifica dell'atto IV dell'opera teatrale "Enrico VIII" di William Shakespeare. Caterina d'Aragona, la prima moglie abbandonata del Re, sta morendo. Nel sonno, riceve la visita di una visione celeste di spiriti che le portano una corona d'alloro, simbolo della sua incrollabile virtù e della sua futura pace eterna. Füssli, maestro del "Romanticismo Nero", si allontana dalle convenzioni teatrali del suo tempo per immergersi nell'onirismo puro. Non dipinge l'arredamento di una stanza, ma lo spazio infinito della mente, dove il confine tra la vita e la morte svanisce a favore del sublime.
L'analisi iconografica rivela una Caterina rappresentata in una postura di totale abbandono, in contrasto con la rigidità delle figure che la circondano. Gli spiriti che fluttuano sopra di lei non sono angeli tradizionali, ma entità gracili influenzate dal manierismo di Michelangelo, che Füssli ammirava sopra ogni cosa. Questa scena è fondamentale per comprendere il passaggio dal Neoclassicismo al Romanticismo: qui, l'emozione e la visione interiore prevalgono sulla narrazione fattuale. Il pittore cattura l'istante preciso in cui il temporale incontra il divino.
Füssli esplora qui il concetto di "Sublime", come definito da Edmund Burke. Paura, grandezza e infinito si fondono in questa camera funebre trasformata in una cattedrale di luce. La regina Caterina, sebbene fisicamente indebolita, irradia una forza morale che il pittore traduce attraverso un biancore quasi incandescente delle sue vesti. È un manifesto sulla dignità umana di fronte all'ingiustizia politica e matrimoniale di Enrico VIII, rendendo Caterina una martire della lealtà.
L'opera si iscrive anche nella tradizione della pittura di storia, ma con un tocco fantastico tipico dell'artista. Füssli utilizza il pretesto shakespeariano per esplorare i meccanismi del sogno e dell'inconscio, molto prima dell'invenzione della psicoanalisi. Ogni figura fluttuante sembra essere un'emanazione dei pensieri della regina, creando una coreografia visiva che guida lo sguardo dello spettatore dal mondo materiale alle sfere eteree.
Infine, il trattamento dei volti e delle mani è tipico dello stile "fuseliano": tratti allungati, espressioni estatiche e gesti sospesi nel tempo. La luce non proviene da una candela o da una finestra, ma sembra emanare dagli stessi esseri soprannaturali, creando un violento contrasto con le ombre profonde nella parte inferiore della tela. Questa gestione del chiaroscuro rafforza l'aspetto teatrale e sacro della visione.
Il segreto più affascinante risiede nella relazione tra Füssli e la celebre attrice Mary Siddons. Füssli era ossessionato dalla performance teatrale e dipinse quest'opera avendo in mente la gestualità delle grandi tragedianti della sua epoca. Si dice che la posizione del braccio di Caterina sia stata modellata direttamente su una posa che la Siddons usava in scena per significare il passaggio all'aldilà, rendendo questo dipinto un archivio visivo dell'arte drammatica del XVIII secolo.
Un altro segreto riguarda gli "spiriti". Nei primi schizzi, Füssli aveva previsto figure molto più oscure, quasi demoniache, che ricordavano il suo celebre "Incubo". Tuttavia, per rispettare il testo di Shakespeare che parla di "visioni di pace", dovette trasformare radicalmente il suo stile abituale per creare queste figure luminose. Durante i restauri, si è scoperto che sotto alcuni strati di bianco si nascondono contorni più tormentati, prova che il pittore lottava contro i propri demoni creativi.
La tecnica di Füssli era spesso sperimentale e talvolta giudicata trascurata dai suoi contemporanei. A volte utilizzava miscele di pigmenti instabili, cercando un effetto immediato piuttosto che la durata. In "Il sogno della regina Caterina", ha utilizzato una tecnica di velatura particolarmente fine per gli spiriti, per dare loro una trasparenza quasi spettrale. Questo segreto di fabbricazione spiega perché le figure sembrano fluttuare "davanti" alla tela piuttosto che esservi dipinte, un'importante innovazione tecnica per l'epoca.
Il quadro contiene un messaggio politico nascosto. Nel 1781, la posizione della monarchia britannica era sotto osservazione. Dipigendo Caterina d'Aragona, una regina cattolica ingiustamente trattata da Enrico VIII (fondatore dell'anglicanesimo), Füssli, di origine svizzera e formazione teologica, inserisce una sottile critica all'abuso del potere reale e al tradimento dei valori spirituali a favore delle ambizioni personali, un tema scottante nei circoli intellettuali londinesi che frequentava.
Infine, esiste una voce persistente secondo cui Füssli mangiasse carne di maiale cruda la sera per indurre incubi e visioni più intense. Sebbene possa trattarsi di una leggenda romantica, l'intensità quasi allucinogena di quest'opera suggerisce che l'artista attingesse a stati di coscienza alterati per produrre immagini di tale forza, rompendo con la calma olimpica predicata dai suoi rivali della Royal Academy.
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Su quale principio teorico derivato dalla filosofia di Edmund Burke si basa Füssli per strutturare lo spazio pittorico di quest'opera?
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