Rinascimento1534

Ritratto di Isabella d'Este

Tiziano

L'occhio del conservatore

"Il voluminoso copricapo chiamato "balzo", lo sguardo determinato ma distante, e il contrasto tra la pelle d'alabastro e il lussuoso abito di velluto scuro."

Questo ritratto è il simbolo ultimo della diplomazia dell'immagine nel Rinascimento: Isabella d'Este, all'epoca sessantenne, è rappresentata con i tratti di una ventenne dal genio di Tiziano.

Analisi
Il ritratto di Isabella d'Este di Tiziano è un'opera fondamentale per comprendere la psicologia del potere e dell'apparenza nel XVI secolo. Isabella d'Este, marchesa di Mantova e una delle donne più influenti del Rinascimento, era una collezionista insaziabile. Quando commissionò questo ritratto a Tiziano intorno al 1534, era una donna di sessant'anni. Tuttavia, chiese esplicitamente al pittore di rappresentarla com'era nella sua giovinezza. Il contesto storico ci immerge nelle corti italiane dove l'immagine era un'arma diplomatica. Isabella, soprannominata la "Primadonna del mondo", capiva che il suo volto era un'estensione della sovranità di Mantova. Scegliendo Tiziano, il pittore più famoso d'Europa, si assicurò la diffusione della sua leggenda. L'opera non racconta un mito antico, ma crea il mito di Isabella: quello della donna eternamente bella e colta. Tecnicamente, Tiziano dimostra una maestria eccezionale nel "colorito" veneziano. Le carni sono di una dolcezza infinita, ottenute attraverso strati di velature trasparenti che catturano la luce. Il contrasto tra il viso luminoso e lo sfondo scuro concentra tutta l'attenzione sulla psicologia del modello. L'abito è trattato con una libertà di tocco che annuncia lo stile tardo del maestro. La psicologia dell'opera è ambigua. Sebbene i tratti siano quelli di una giovane donna, lo sguardo possiede una maturità che tradisce l'esperienza della marchesa. È un ritratto "ibrido": il corpo di una fanciulla abitato dallo spirito di una stratega politica. Tiziano riesce nell'impresa di non fare una caricatura della giovinezza, ma un'icona di dignità. L'assenza di gioielli eccessivi sottolinea un'eleganza intellettuale.
Il Segreto
Uno dei segreti più affascinanti rivelati dalle analisi scientifiche e dalle fonti storiche è la reazione di Isabella stessa di fronte al quadro. Nella sua corrispondenza, ammette con ironia di essere "così ben fatta dall'arte di Tiziano che dubitiamo di aver mai posseduto, all'età che rappresenta, la bellezza che ci presta". È uno dei rari casi documentati in cui il modello riconosce esplicitamente l'adulazione del pittore. Un altro mistero riguarda le versioni successive. Tiziano aveva inizialmente dipinto una versione "reale" della marchesa (Isabella in nero), che lei giudicò troppo fedele alla sua età. Questa versione è oggi perduta. Il ritratto di Vienna è quindi una "seconda occasione" estetica. Le radiografie hanno mostrato pentimenti nel copricapo e nelle mani, provando che Tiziano lavorò a lungo sull'equilibrio formale. Scientificamente, l'uso del lapisazzuli e di pigmenti costosi nelle zone scure mostra che l'opera era destinata a un ambiente di altissimo lusso. Il "balzo", il copricapo a forma di turbante inventato da Isabella stessa, è dipinto con tale precisione che gli storici della moda lo usano come riferimento assoluto. Questo cappello non era solo una moda, ma una firma visiva, un logo ante litteram che Tiziano ha magnificato.

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Istituzione

Musée du Louvre

Localizzazione

Paris, Francia