Impressionismo1863

Scena di spiaggia a Trouville

Eugène Boudin

L'occhio del conservatore

"Il tocco è vivace e frammentato, annunciando la rivoluzione impressionista. Notate come le sagome dell'alta società, pur trattate come semplici macchie colorate, conservino un'immediata distinzione sociale grazie alla precisione dei toni."

Un manifesto visivo della nascita della villeggiatura moderna, dove il cielo normanno diventa il vero protagonista. Eugène Boudin cattura l'eleganza effimera della borghesia del Secondo Impero di fronte all'immensità mutevole della Manica.

Analisi
Eugène Boudin, che Corot soprannominò il "re dei cieli", consegna qui un'opera cardine che rompe con la tradizione accademica del paesaggio. Non siamo più nella celebrazione della natura selvaggia o biblica, ma in un'osservazione quasi sociologica dell'emergere del turismo balneare. Sotto il Secondo Impero, Trouville divenne il luogo d'incontro dell'aristocrazia parigina, e Boudin cattura questa transizione in cui la spiaggia smette di essere un luogo di lavoro per i pescatori per diventare un salone mondano all'aperto. L'analisi approfondita rivela una prodigiosa maestria della luce atmosferica. Boudin non dipinge oggetti; dipinge l'aria che circola tra di loro. Le crinoline delle signore e le redingote dei signori sono trattate con la stessa attenzione delle nuvole, sottolineando la futilità umana di fronte ai cicli eterni delle maree. La linea d'orizzonte bassa concede due terzi dello spazio al cielo, una firma boudiniana che costringe lo sguardo a sollevarsi e a percepire l'umidità salina dell'aria normanna. Questa tela è anche un omaggio alla modernità. All'epoca, il concetto di "consapevolezza" del momento presente non aveva ancora un nome, ma Boudin lo applicava attraverso il suo pennello. Rifiutò la finitura liscia dei saloni ufficiali a favore della pura impressione visiva. In questo, divenne il mentore indispensabile del giovane Claude Monet, al quale insegnò l'importanza di dipingere sul motivo, direttamente sotto il cielo, per catturare la verità di un'ora precisa. L'aspetto socio-politico è altrettanto affascinante. Boudin, figlio di un marinaio, guarda a questi "uccelli esotici"—i ricchi villeggianti—con curiosità benevola ma distaccata. Documenta una classe sociale che, per la prima volta, si espone al sole e al vento pur mantenendo i suoi rigidi codici di abbigliamento. La spiaggia diventa un teatro in cui si mette in scena il successo sociale napoleonico, sotto un cielo che sembra pronto a portarli via. Infine, l'opera esplora il dialogo tra il finito e l'incompiuto. Per i contemporanei di Boudin, questi dipinti sembravano semplici schizzi. Oggi, vi vediamo una liberazione della forma. Il mare, in lontananza, è solo una striscia di un sottile grigio-blu, ma contiene tutta la potenza dell'oceano. È una pittura della sensazione, dove il rumore del vento nelle tende e il fruscio dei tessuti sono quasi udibili.
Il Segreto
Il più grande segreto di questa tela risiede nel suo formato e nella sua funzione iniziale. Sebbene esposte oggi nei più grandi musei del mondo, queste scene di spiaggia erano percepite da Boudin come rapidi lavori di "sussistenza". Le chiamava le sue "piccole marionette". A volte era frustrato dal fatto che il pubblico preferisse le sue scene mondane ai suoi puri studi di mare, che giudicava artisticamente superiori e più sinceri. Un segreto tecnico riguarda l'uso dei pigmenti. Boudin fu uno dei primi a utilizzare massicciamente i colori in tubetto inventati di recente, il che gli permetteva una totale mobilità sulla spiaggia. Analisi all'infrarosso hanno rivelato che sotto l'apparente spontaneità dei suoi cieli, applicava spesso uno strato di fondo grigio o rosato per dare quella profondità perlacea unica alle nuvole, una tecnica ereditata dai maestri olandesi come Ruysdael. Esiste un dettaglio nascosto riguardante i personaggi. Boudin dipingeva spesso le stesse sagome da una tela all'altra, creando una sorta di repertorio di "figurine" che spostava secondo le sue esigenze compositive. Alcuni storici dell'arte hanno identificato in questa folla membri della famiglia allargata di Boudin o amici intimi, travestiti da eleganti borghesi per popolare i suoi paesaggi e renderli più attraenti per gli acquirenti. Un altro segreto risiede nel rapporto di Boudin con la fotografia. Sebbene sostenesse il lavoro dal vero, si ispirò ai primi scatti di spiaggia per comprendere la decomposizione del movimento delle onde e la postura delle folle. Tuttavia, criticava la fotografia per la sua incapacità di rendere il colore del vento. Per lui, la pittura doveva correggere la "freddezza" della macchina fotografica iniettandovi poesia atmosferica. Infine, pochi sanno che Boudin rischiò di abbandonare questo stile. Criticato da alcuni per la mancanza di "nobiltà", fu sostenuto da Baudelaire. Il poeta, dopo aver visto gli studi sul cielo di Boudin, scrisse pagine sublimi su queste "bellezze meteorologiche". Fu questo riconoscimento intellettuale che diede a Boudin il coraggio di perseverare nella sua strada, salvando così quello che sarebbe diventato il DNA dell'Impressionismo.

Diventa Premium.

Sblocca
Quiz

Oltre all'aspetto meteorologico, quale importante rottura iconografica opera Boudin nelle sue scene di spiaggia del 1863 rispetto alla tradizione del paesaggio marino?

Scoprire
Istituzione

Musée d'Orsay

Localizzazione

Paris, Francia