Classicismo1644
Ulisse restituisce Criseide a suo padre
Claude Lorrain
L'occhio del conservatore
"Il porto maestoso inondato di luce dorata, Ulisse che scorta Criseide dal sacerdote Crise, e l'architettura anacronistica ispirata al Rinascimento romano."
L'apice del paesaggio ideale classico in cui l'armonia della luce solare magnifica un episodio dell'Iliade, celebrando il ritorno all'ordine e alla pietà.
Analisi
Dipinta intorno al 1644, questa tela si inserisce nell'età dell'oro del classicismo, prodotta a Roma dove Lorrain trascorse la sua carriera. L'opera illustra un passaggio cruciale del primo canto dell'Iliade di Omero: per placare l'ira di Apollo, Agamennone deve restituire Criseide a suo padre, il sacerdote Crise. Ulisse, il diplomatico per eccellenza, è incaricato di questa missione. Il contesto riflette l'aspirazione del XVII secolo a una natura ordinata dalla ragione.
Lo stile di Lorrain, il "paesaggio ideale", cerca una verità poetica. La sua tecnica si basa sulla sovrapposizione di velature trasparenti per catturare l'essenza della luce atmosferica. A differenza dei contemporanei, Lorrain subordina l'evento umano all'immensità dell'ambiente. La psicologia qui è di riconciliazione: dopo il caos della peste, il ritorno della giovane segna la pace tra uomini e dei, simboleggiata dalla luce zenitale che benedice la scena.
Il mito di Criseide è legato alla struttura del destino eroico. Restituendo la prigioniera, Ulisse ristabilisce l'equilibrio cosmico rotto dall'ubris di Agamennone. Lorrain usa l'architettura come metafora della civiltà. I palazzi che costeggiano il porto simboleggiano la perennità dell'ordine classico. È una visione nostalgica in cui il passato mitico è reinventato per offrire un rifugio contemplativo all'anima dello spettatore.
L'analisi approfondita mostra una maestria senza precedenti della prospettiva aerea. Gli alberi delle navi e i dettagli dei colonnati sfumano in una nebbia dorata, creando una profondità infinita. Natura e architettura si fondono in un equilibrio perfetto, dove l'ombra degli edifici in primo piano funge da contrappunto per accentuare il bagliore del sole calante al centro.
Uno dei segreti risiede nel "Liber Veritatis", l'album dove Lorrain registrava i suoi quadri per proteggersi dai falsari. Il disegno n. 80 corrisponde a questa tela. Analisi recenti ai raggi X hanno mostrato che Lorrain ha rielaborato più volte la posizione della nave principale a sinistra affinché non bloccasse la luce verso il centro del porto.
Un aneddoto affascinante riguarda il committente: si pensa che il quadro sia stato ordinato dal cardinale Angelo Giori, stretto collaboratore di Papa Urbano VIII. Questo spiega il tono solenne e i riferimenti all'architettura sacra romana. Un altro segreto riguarda le figure: Lorrain a volte delegava la pittura dei personaggi, ma qui la finezza suggerisce che Claude abbia dipinto i protagonisti egli stesso.
Infine, è stato scoperto che il blu del cielo è un miscuglio sapiente di oltremare e smaltino per creare quella vibrazione luminosa unica. Questa luce, spesso chiamata "la luce di Roma", è il risultato di un'osservazione minuziosa dell'umidità nell'aria marina, trasformando un soggetto mitologico in un'esperienza sensoriale quasi moderna.
Diventa Premium.
SbloccaQuiz
Qual è la caratteristica principale della luce in questo dipinto di Claude Lorrain?
Scoprire

