Barocco1660

Veduta di Delft

Johannes Vermeer

L'occhio del conservatore

"Il celebre "piccolo lembo di muro giallo", i riflessi nell'acqua della Schie e l'uso della camera oscura per i puntini luminosi."

Il capolavoro assoluto del paesaggio urbano occidentale, che cattura Delft dopo il temporale con precisione ottica e serenità senza tempo.

Analisi
La "Veduta di Delft" rappresenta l'apice della pittura di paesaggio del Secolo d'oro olandese. Johannes Vermeer si allontana dai suoi soliti interni domestici per abbracciare una vista panoramica della sua città natale, ripresa dal molo sud del fiume Schie. Il contesto storico è quello di una prospera Repubblica delle Sette Province Unite, dove l'orgoglio civico si esprime attraverso una topografia meticolosa. Vermeer non si limita a copiare la realtà; la sublima attraverso una luce cristallina che emerge dopo uno scroscio di pioggia, creando un'atmosfera di silenzio sospeso propria del suo stile. Tecnicamente, l'opera è rivoluzionaria. Vermeer ha utilizzato tecniche ottiche, probabilmente la camera oscura, per ottenere una precisione quasi fotografica mantenendo una ricca trama pittorica. L'analisi della materia rivela l'uso di minuscoli punti di pittura — i "pointillés" — per simulare i riflessi della luce sugli scafi delle barche e sui mattoni bagnati. La psicologia dell'opera risiede nella sua calma assoluta: nonostante la presenza di alcune figure umane in primo piano, la città sembra essere il vero personaggio vivo, che respira sotto un cielo immenso e mutevole. Il contesto urbano è anche un contesto "storico" in sé. Si distinguono la Porta di Rotterdam, la Porta di Schiedam e la torre della Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk) immersa in una luce dorata. Questa chiesa ospitava la tomba di Guglielmo d'Orange, sottolineando un sottotesto patriottico e religioso discreto. Vermeer gioca sulle texture, opponendo l'opacità dei mattoni scuri alla brillantezza dei tetti inondati di sole, creando un ritmo visivo che guida l'occhio dall'ombra verso la luce. Infine, quest'opera supera la semplice veduta topografica per diventare una meditazione sul tempo. Il passaggio delle nuvole, l'acqua immobile e la luce cangiante evocano la fugacità dell'istante catturata per l'eternità. È questa dimensione metafisica, unita a una maestria tecnica senza pari della luce e della prospettiva, che colloca questo quadro al di sopra dei semplici paesaggi dei suoi contemporanei come Van Goyen o Jacob van Ruisdael.
Il Segreto
Il segreto più famoso di questo quadro è legato alla letteratura: Marcel Proust, ne "Alla ricerca del tempo perduto", fa morire il suo personaggio Bergotte davanti al "piccolo lembo di muro giallo" di questa tela, identificandolo come il vertice della perfezione artistica. Ricerche recenti hanno tentato di localizzare precisamente questo "muro giallo", suggerendo che si tratti di una parte delle fortificazioni vicino alla Porta di Rotterdam, sebbene l'interpretazione del colore possa variare secondo i successivi restauri del quadro. L'analisi scientifica tramite macro-fluorescenza a raggi X ha rivelato che Vermeer ha modificato alcuni elementi per perfezionare l'equilibrio della veduta: ha leggermente spostato alcuni edifici e semplificato le linee della porta di Schiedam. Un altro mistero risiede nell'assenza di ombre portate coerenti. Vermeer privilegia la luce atmosferica globale piuttosto che una fonte luminosa direzionale unica e rigorosa, conferendo alla città quell'aspetto di "modellino" irreale e perfetto. Inoltre, l'esame ai raggi infrarossi ha mostrato che i personaggi in primo piano erano inizialmente più numerosi. Vermeer ha scelto di eliminarne alcuni per rafforzare il senso di solitudine e grandezza della città. Infine, la precisione dei pescherecci (gli "haringbuizen") è tale che gli storici hanno potuto identificare la stagione esatta della scena: si tratta probabilmente dell'inizio dell'estate, verso le sette del mattino, dato l'angolo della luce sulla torre della Nieuwe Kerk.

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Istituzione

Mauritshuis

Localizzazione

La Haye, Paesi Bassi