Cubismo1937

Guernica

Pablo Picasso

L'occhio del conservatore

"Questo monumentale murale in bianco e nero abbandona il colore per adottare il linguaggio del lutto e del reportage giornalistico, trasformando simboli tauromachici in vettori di un'agonia universale."

Grido universale contro la barbarie, Guernica trascende il bombardamento del 1937 per diventare l'icona assoluta del dolore umano e della protesta politica attraverso l'arte.

Analisi
Guernica è molto più di una risposta al bombardamento della città basca da parte della Legione Condor; è una decostruzione radicale dell'eroismo bellico. Picasso utilizza il cubismo per frammentare non solo i corpi, ma anche lo spazio-tempo della tragedia. Eliminando il colore, spoglia l'opera dello spettacolare per concentrarsi sull'essenza della sofferenza. I toni del nero, bianco e grigio richiamano le fotografie giornalistiche dell'epoca, conferendo all'opera un'autorità documentaria. L'analisi esperta sottolinea l'importanza del bestiario picassiano. Il toro e il cavallo non sono semplici elementi decorativi, ma attori di una tragedia antica trasposta nella modernità. Il toro incarna la brutalità o l'oscurità, mentre il cavallo, la cui lingua è un pugnale, rappresenta il popolo martirizzato. Questa contrapposizione tra forza bruta e innocenza massacrata crea una tensione insostenibile che rifiuta ogni risoluzione narrativa o consolazione spirituale. Il legame con il mito del Minotauro è qui fondamentale per comprendere la violenza all'opera. Picasso reinveste le sue ossessioni personali per fonderle nel dramma collettivo. Il Minotauro, creatura ibrida tra uomo e bestia, diventa qui testimone di un labirinto di dolore dove le mura domestiche esplodono. Non è più una battaglia ordinata, ma un caos interiore dove l'intimo incontra il politico, unificando il focolare e il fronte di guerra in un'unica cella di morte. L'opera agisce come uno specchio dell'Apocalisse. La lampada-occhio in alto, con la sua lampadina incandescente, simboleggia sia l'occhio della coscienza divina che la luce cruda della verità, ma anche la tecnologia deviata dalla guerra moderna. È una luce che non scalda ma espone il crimine. Picasso rifiuta di dipingere aerei o bombe; preferisce dipingere l'effetto del terrore sulla carne e sullo spirito, trasformando un evento storico in un archetipo dell'umano. Infine, Guernica segna il momento in cui l'artista diventa una figura politica mondiale. Rifiutando che il quadro tornasse in Spagna prima della democrazia, Picasso ha trasformato questa tela in un esule politico. Il quadro ha viaggiato per il mondo come ambasciatore di libertà, dimostrando che l'arte moderna può comunicare un messaggio di una potenza emotiva superiore al realismo tradizionale.
Il Segreto
Uno dei segreti più affascinanti di Guernica risiede nella sua genesi fulminea. Picasso trovò l'ispirazione leggendo gli articoli di George Steer sul Times. Analisi agli infrarossi rivelano che il progetto iniziale includeva un pugno chiuso simbolo della resistenza. Picasso eliminò infine questo simbolo per privilegiare figure più ambigue e universali, aumentando così la portata senza tempo dell'opera. Un segreto tecnico riguarda la consistenza della vernice. Picasso utilizzò una vernice industriale opaca chiamata Ripolin. Voleva evitare riflessi che avrebbero potuto distrarre dalla violenza del soggetto. La scelta di questo materiale sottolinea il suo desiderio di rompere con la tradizione accademica. Questa opacità conferisce al quadro un aspetto gessoso, come se le figure fossero apparizioni che sorgono dalle ceneri del bombardamento. Il quadro nasconde anche messaggi in codice. Se si guarda da vicino il corpo del cavallo, si nota che è coperto da piccoli tratti che sembrano caratteri di stampa. È un omaggio ai giornali attraverso i quali Picasso apprese la notizia. Integrando la "stampa" nel corpo della vittima, Picasso denuncia la mediatizzazione della morte e il modo in cui l'informazione diventa parte della realtà tragica. L'aneddoto celebre è quello dell'ufficiale nazista che chiede a Picasso: "Ha fatto lei questo?". L'artista rispose: "No, lo avete fatto voi". Questo segreto risiede nel riconoscimento da parte di Picasso che l'artista è solo il recettore delle vibrazioni del mondo. L'opera non appartiene al suo creatore ma alla storia, rendendo Guernica un crimine "firmato" dagli aggressori stessi. Infine, il quadro è stato a lungo conservato al MoMA di New York. Il suo ritorno in Spagna nel 1981 è stato trattato come un'operazione militare ultra-segreta. L'ultimo esule è tornato sotto scorta armata, simboleggiando la fine della transizione democratica spagnola. Lo status di icona nazionale era tale che alcuni critici temevano che la sua forza estetica potesse scomparire dietro la sua funzione politica.

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Istituzione

Museo Reina Sofía

Localizzazione

Madrid, Spagna