Rococò1756
La Marchesa di Pompadour
François Boucher
L'occhio del conservatore
"Si noti la precisione quasi fotografica dei pizzi dell'abito e il libro aperto nella mano sinistra: questi elementi segnalano un'intellettuale di Stato piuttosto che una semplice favorita reale."
Il ritratto definitivo della donna più potente di Francia, che unisce un'opulenza materiale vertiginosa a un'affermazione intellettuale senza precedenti. Un manifesto politico dell'Illuminismo.
Analisi
Dipinto nel 1756, al culmine dell'influenza della Marchesa, questo ritratto monumentale di François Boucher è una costruzione iconografica di rara complessità. Contrariamente alle rappresentazioni tradizionali delle favorite reali, spesso ritratte come divinità mitologiche svestite, la Pompadour sceglie qui una messinscena domestica ma reale. È seduta nel suo boudoir, circondata da oggetti che testimoniano la sua vasta cultura: libri, spartiti musicali e un globo terrestre al suolo, a ricordare il suo ruolo nell'amministrazione del paese.
L'analisi del suo atteggiamento rivela una sapiente nonchalance, la "sprezzatura" aristocratica. Sebbene adornata da un abito alla francese di un verde acqua scintillante, il suo sguardo non si fissa sullo spettatore ma si perde in una meditazione lontana, suggerendo una profondità di spirito che supera la bellezza fisica. Il decoro è un esempio perfetto del gusto rocaille, ma serve soprattutto da cornice a una donna che ha saputo trasformare il suo status in quello di consigliera politica di Luigi XV.
L'opera funziona come un sofisticato strumento di propaganda. Nel 1756, la Francia entra nella Guerra dei Sette Anni e la Marchesa è criticata per la sua influenza. Boucher risponde dipingendo una donna serena, erudita e padrona del suo ambiente. Ogni accessorio, dalla penna calligrafica alla candela spenta, è un segno in codice delle sue incessanti attività per la corona. È il ritratto di una "donna di gabinetto" il cui potere si esercita attraverso l'intelligenza.
Infine, la spiegazione del "mito" personale della Marchesa è qui centrale. Non si presenta come Venere, ma come una Musa vivente. Appropriandosi degli attributi delle arti e delle scienze, si eleva sopra la condizione di cortigiana per raggiungere quella di protettrice dell'Illuminismo. La presenza del cane "Mimi" in primo piano non simboleggia solo la fedeltà, ma anche la maestria della natura e delle passioni attraverso la ragione, tema caro ai filosofi da lei protetti.
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SbloccaQuiz
Oltre all'apparato rococò, quale dettaglio preciso di quest'opera del 1756 segna una rottura con l'iconografia tradizionale delle favorite per affermare il ruolo della Marchesa come vero Ministro di Stato?
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